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Come proteggere le democrazie. – Dr. Bernhard Huber

Innanzitutto un ringraziamento agli ideatori di questo sito web! È importante, nonostante tutti gli eventi di geopolitica mondiale, non dimenticare di discutere su come proteggere le nostre democrazie dagli attacchi interni.

 

È del tutto evidente che le democrazie occidentali sono in crisi. Perché accade questo?

Nessuno lo sa con esattezza. Un motivo possibile potrebbe però essere che le persone non si sentono più rappresentate e percepiscono la democrazia emotivamente come un „fine a sé stesso“ di un'élite ossessionata dal potere. La gente sente sempre più di non trovarsi più al centro della democrazia, ma di essere sfruttata dal „Deep State“, ovvero da una cricca di potere che in realtà governa il paese, e per di più senza alcuna legittimazione democratica. L'azienda Signa ne è un esempio lampante: un uomo di potere al centro che fa palate di miliardi (come sia possibile in così poco tempo, nessuno lo sa), e chi lo aiuta? Ex politici di altissimo rango, che lui rende partecipi della torta con compensi a dir poco indecenti. La gioia maligna per il fallimento a questo punto è del tutto comprensibile. La politica per la gente comune, invece, è paralizzante: viene percepita solo come uno scontro aggressivo, e non più come una competizione tra le idee migliori. In altre parole: i piani alti se la sbrigano con l'aiuto di politici comprati, mentre la gente normale non viene presa sul serio, ma viene solo manipolata da tutti i partiti per rimanere al potere. Si tratta esclusivamente del proprio potere, non del benessere e del futuro del popolo.

I demagoghi giocano con questa frustrazione e comunicano apertamente: il „sistema“ è contro di voi, noi però siamo il popolo, siamo uno di voi, vi capiamo, mentre quelli in alto vi stanno solo sfruttando.

Si può combattere contro i demagoghi con passione, usando parole e argomenti, ma non cambierà nulla. Se siamo fortunati, il nostro sistema è così forte da ripulirsi da solo: vale a dire quando i demagoghi torneranno al governo e l'odio aizzato da loro contro „quelli in alto“ si rivolgerà contro di loro. Allora si vedrà che in fondo non sono il popolo.

È importante quindi trasmettere la sensazione che questa contraffazione – il sistema da un lato e il popolo dall'altro – non sia vera. Perciò le attuali proteste contro la „destra“ sono così importanti: chiunque avverte che i demagoghi non sono affatto il (lasso) popolo per cui si spacciano. Poiché ci sono centinaia di migliaia di altre persone che appartengono sì al popolo, ma che non seguono i demagoghi; anzi, scendono addirittura in piazza per difendere il „sistema“, pur non facendone parte. Questo convince inconsciamente. Lì dove ci sono molte persone, gli esseri umani si sentono attratti. Dopotutto, nessuno vuole rimanere solo.

Se tutto ciò non dovesse però funzionare, ci resterà un'unica ancora di salvezza: una giustizia indipendente e funzionante. Essa ci sia sacra! Solo una giustizia indipendente può proteggerci da politici troppo smarriti, qualora noi elettori non fossi già in grado di sfiduciarli. Proprio come adesso in Israele. Proprio come negli Stati Uniti, dove un Trump potrebbe presto essere eletto nuovamente presidente degli Stati Uniti – l'unica forza che in ultima analisi può impedirglielo è la giustizia. Non a caso gli autocrati, come in Ungheria, Polonia e Israele, vogliono mettere la giustizia sotto la loro influenza, perché potrebbe diventare pericolosa per loro. Ascoltiamo attentamente anche da noi: quando un politico parla di „giustizia di parte“ perché lui stesso è appena finito nel mirino di quest'ultima, devono suonare i campanelli d'allarme: si accusa così la giustizia di arbitrio. Un'accusa perfida, poiché è proprio la giustizia che dovrebbe proteggerci dall'arbitrio. In quasi ogni partito ci sono persone che argomentano in questo modo. Con ciò attaccano frontalmente le fondamenta della nostra democrazia. Poiché senza stato di diritto non c'è democrazia. Se ascoltiamo più attentamente, riconosciamo le persone veramente malvagie in politica. Mettere in luce questo è del resto uno dei compiti dei media liberi, il quarto potere nello Stato. Nessuna meraviglia dunque se nei paesi autocratici – come l'Ungheria, ma finora anche in Polonia – vi sia ormai una libertà di stampa molto limitata.

 

Dr. Bernhard Huber, avvocato a Linz/Austria